UN’ASSOCIAZIONE CHE PROMUOVE IMPORTANTI RESTAURI

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Nonostante questo momento così particolare di emergenza legata al COVID-19, con il fermo dei cantieri e di alcune delle principali attività produttive, l’organico della Fabbrica di Santa Caterina continua lavorare alacremente nelle modalità consentite, con l’obiettivo di riconsegnare al più presto alla Città la fruibilità della bella chiesa di Piazza Castello. Alla ripresa dei lavori l’attenzione verrà concentrata sul restauro della lanterna, la cui soluzione progettuale è frutto degli studi e approfondimenti tecnici del team di progettazione, costituito dai professionisti Arch. Enrica Caire, Ing. Simone Giordano, Arch. Sara Vecchiato e Geom. Giovanni Spinoglio, in collaborazione con il Prof. Ing. Rosario Ceravolo del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica del Politecnico di Torino, con il contributo tecnico-scientifico della Soprintendenza.

 

Nel corso dei primi sei mesi del 2019 l’Associazione Santa Caterina Onlus, in stretta collaborazione con l’Ente Trevisio, aveva promosso una campagna di indagini conoscitive del monumento barocco di Piazza Castello, con ripetuti accessi in quota tramite apposite piattaforme elevatrici. La grande mole di documentazione raccolta grazie alla disponibilità di diverse tecnologie digitali d’avanguardia è confluita nella restituzione grafica con rappresentazione del rilievo materico e del degrado. I dati rilevati e le successive elaborazioni hanno portato alla definizione del progetto esecutivo. In particolare, la soluzione di restauro della lanterna, compatibile con la sua notevole deformabilità, prevede la posa di un telaio in acciaio analogo a quello delle finestre, collegato con un sistema di traversi orizzontali, che permetterà di legare dall’interno i pilastrini. Il progetto, sulla base del risultato dei monitoraggi rilevati da Geocomp e dal Geom. Francesco Pisano e con l’affinamento della modellazione strutturale realizzata dall’equipe del Prof. Ceravolo, risolve lo studio del quadro fessurativo con un intervento di miglioramento sismico, in conformità alle norme tecniche per le costruzioni NTC 2018 ed alle indicazioni della carta del restauro, nel rispetto dei canoni della reversibilità dell’intervento e dei principi della sostenibilità. Gli accessi in quota sia all’interno che all’esterno della chiesa svolti in fase di indagine avevano permesso, infatti, di prendere atto della presenza di diffuse fessurazioni sulle lesene interne dei pilastrini della lanterna, corrispondenti al pessimo stato di alcuni partiti murari esterni. La situazione rilevata aveva suggerito di instaurare un monitoraggio sia statico che topografico, per poter verificare eventuali movimenti in atto e progresso delle lesioni.In questo quadro si inserisce, per ragione di priorità e urgenza, la necessità di avviare anche il restauro degli affreschi interni della lanterna: l’attività di scuci-cuci prevista sui pilastrini trasmetterà lievi vibrazioni alle parti interne che potrebbero venire coinvolte e danneggiate a livello degli intonaci e che, pertanto, devono essere salvaguardate e consolidate dove necessario. La presenza del ponteggio attualmente allestito a quella quota e la conseguente disponibilità di piani di lavoro adatti ad effettuare le lavorazioni di restauro decorativo in sicurezza determinano la priorità di intervento rispetto agli affreschi della cupola. Riveste particolare importanza ai fini progettuali la conoscenza della storia non solo del monumento, ma anche degli avvenimenti accaduti nei suoi trecento anni di vita. In assenza di uno studio monografico su Santa Caterina, si dispone di diverse informazioni che consentono di esprimere alcune ipotesi circa le manifestazioni di degrado che possono avere inciso sul quadro fessurativo rilevato. E’ evidente che la posizione del fabbricato antistante il Castello ha esposto la chiesa in modo ravvicinato a numerosi fatti di guerra, tra i quali si possono ricordare i bombardamenti del 1747 durante l’assedio di Casale e del 1849 durante la prima guerra d’indipendenza, oltre a quelli avvenuti sul Po durante la seconda guerra mondiale. Una consapevolezza meno evidente è quella dei danni conseguenti agli eventi sismici che hanno interessato in modo indiretto la nostra città. In particolare possono essere correlati eventi importanti come i terremoti del 1828 e del 1945 con epicentro nell’Oltrepò Pavese.

 

Santa Caterina Onlus nell’esigenza di raccogliere il maggior numero di informazioni possibili riguardanti la chiesa di Piazza Castello, nell’interesse collettivo di questa importante fase di studio e restauro, lancia un appello alla città chiedendo a chiunque abbia nei propri archivi familiari materiale utile, di segnalarlo scrivendo all’indirizzo e-mail info@santacaterinacasalemonferrato.it, oppure telefonando al numero 0142 591375.